Cannabis terapeutica: fibromialgia e trattamento del dolore

L’uso della cannabis terapeutica e il suo ruolo importante, soprattutto nelle cure palliative, è ormai riconosciuta dalla maggior parte della comunità scientifica e medica. Grazie alla cannabis medica moltissimi paziente che ne fanno uso notano significativi miglioramenti della qualità della vita e soprattutto sollievo da spasmi e dolori cronici.

Recentemente, anche a grazie a nomi celebri dello spettacolo, si è iniziato a parlare e a conoscere una malattia quasi sconosciuta, ma che secondo una stima nel nostro paese i soggetti che ne soffrono sono oltre il milione: la fibromialgia.

È una sindrome dolorosa cronica che colpisce l’apparato muscolare e spesso è accompagnata da diversi sintomi tra cui rigidità muscolare, stanchezza, disturbi del sonno, cefalee e disturbi dell’umore. E la cannabis terapeutica sembra un valida ed efficace soluzione per alleviare questi sintomi.

Secondo un sondaggio effettuato dall’Ospedale di Nazareth con la Facoltà di Medicina di Israele,  molti pazienti affetti da Fm trovino sollievo e diversi miglioramenti sopratutto nel disturbo del sonno, spasticità muscolare e nel trattamento del dolore.

Tra 383 pazienti israeliani con fibromialgia, l’84% ha utilizzato cannabis mentre il 44% ha una licenza per l’utilizzo di cannabis. Il sollievo dal dolore è stato segnalato dal 94% dei consumatori di cannabis e il 93% ha riportato un miglioramento della qualità del sonno.

Una nuova ricerca dei ricercatori del Leiden University Medical Centre conferma dell’efficacia della cannabis terapeutica arriva da un nuovo studio che conferma quanto la cannabis standardizzata di grado farmaceutico con un alto contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) sia efficace nel trattamento del dolore muscolo-scheletrico causato dalla fibromialgia.

Tutto questo però non vale in Italia, dove ancora la fibriomialgia è una malattia invisibile.

Soltanto l’Emilia Romagna nel 2018 è stata la prima a creare un ampio documento per la diagnosi e il trattamento della patologia spiegando che: «Verso il futuro lo sguardo che il gruppo di lavoro vuole proporre con il documento è rivolto a promuovere e incentivare la ricerca, in particolare sui cannabinoidi e sulle interazioni con l’alimentazione; unico modo concreto per rispondere adeguatamente ai bisogni dei pazienti.»

Ci auguriamo che la cannabis terapeutica possa essere sempre più utile a quei pazienti che soffrono e a cui la cannabis medica può davvero migliorare la qualità della propria vita.

Fonte: DolceVita – Cannabis-Terapeutica

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